E' così tanto che non vengo sul blog, che è addirittura cambiata la grafica di splinder.
Nel frattempo...
E' successo che tra i curriculum (curricola) che ho inviato quest'estate, quello mandato più a caso di tutti, nella scuola più sconosciuta tra quelle dell'elenco, nella modalità che immaginavo immediatamente cestinata, cioè l'e-mail, ecco, proprio quello, è stato l'unico ad essere letto e ad essere preso in considerazione. Mi arriva la chiamata, rispondo tra lo stupito e l'idiota, ché non ricordavo per niente neanche il nome dell'istituto. Dopo la gaffe telefonica, le mie speranze per l'assunzione erano così scarse, che sono andata al colloquio rilassata come a una serata tra le amiche: non avevo più nulla da perdere...
Ebbene, sarà stato quel che sarà stato, risultato: assunta! Almeno fino ad agosto sono a posto, e tra il precariato che c'è in giro e le cattedre a spezzoni mi sembra un lusso. Anche se lo stipendio è ancora più misero che nello stato, ma questo era già stato messo in conto.
Anche se gli alunni nuovi oggi mi hanno fatto arrabbiare, sono davvero felice di avere un lavoro.
Quando guardavo i cartoni animati tra i quattro e i quindici anni, tra un episodio e l'altro di Candy Candy, Holly e Benji e Magica Emy facevano la pubblicità dei giochi mostruosi per i maschi e dei bambolotti stile cicciobello per le femmine: bambolotti che quanto più erano "tecnologici", facendo cose mirabolanti come sputacchiare, chiudere e aprire gli occhi, chiamare "mamma" o fare i bisognini, tanto più attiravano la nostra attenzione e i nostri desideri di ricevere un oggetto simile per Natale.
Ora, devono essere cambiati di molto i tempi. Pomeriggio guardavo una rete televisiva che dà solo cartoni animati. Le schifezze stile mostri e bave chimiche per i maschi sono rimasti, con nomi simili. Cicciobello è scomparso, e al suo posto ho trovato questo:
http://www.secretflirts-thegame.com/it/
Videogame da playstation. Scopo del gioco è abbellirsi al fine di "cuccare", imparando a truccarsi, vestirsi,... e non so cosa altro. Ho cercato su internet perchè non credevo potesse esistere davvero un gioco così stupido.
In quanto prof, penso alle fanciulle e spero che abbiano delle madri sagge che le tengano lontane da tali superficialità...
Ho riguardato una parte del blog.
Ho riletto pagine che non ricordavo di aver scritto.
Ho riscoperto qualcosa di me del passato recente.
Sono sicura, ora, che di curare un blog ne possa valere la pena.
Settimana scorsa, approfittando delle vacanze e delle sere tiepide d'estate, sono uscita diverse sere. Visto che non avevo il pensiero di lasciare a casa i miei preoccupati per il mio rientro in tarda ora, ho fatto qualche volta anche le ore piccole. Piccolo particolare, ho dimenticato una presenza... Al ritorno dalla prima di queste uscite, non faccio in tempo a varcare la soglia di casa, che me la trovo lì, con l'orologio in mano, che mi fa: "Ti sembra questa l'ora di rincasare? Ma insomma, va bene tutto, ma non pensi proprio a me?!? Un'ingrata sei, ecco cosa sei! Lasciarmi qui, fino a quest'ora, senza darmi da mangiare! Fame! Fame! Fame! Voglio il cibo! Il mio cibo... il mieaou cibo! Mieaou! Mieaou!"
Trattavasi della gatta, naturalmente, che mi attendeva ansiosa. Mi ero dimenticata di darle da mangiare in anticipo... Errore che non ho più fatto nei giorni seguenti... Ci manca solo di essere sgridati dal gatto, è il colmo!!!
E' successo oggi mentre ero al telefono con la mamma della ragazza nuova, per concordare l'orario di lezione.
La gatta entra di corsa in casa, preceduta da un topo. Sobbalzo e cerco inutilmente di fare gesti e rumori discreti per attirare l'attenzione di mio padre, concentrato al computer. Il topo esce di casa, preceduto dalla gatta, e la sottoscritta tira un sospiro di sollievo. Tempo mezzo minuto e si ripete la stessa scena. A questo punto devo intervenire... "Scusi un attimo signora..." Copro la cornetta e "Papà! Occupati della gatta, seguila un attimo", dico. Al telefono: "Scusi signora, sa, era entrata la gatta in casa..." Potevo mica dirle che mi ci aveva portato un topo. No, non avrebbe capito, e si sarebbe tenuta la figlia a casa. Mica tutti possono capire le esigenze di un felino e i problemi che la reciproca convivenza può portare...
L'ha capita subito, la gatta, la novità. Ha fatto un giro di ispezione per la casa, ha chiesto i suoi soliti croccantini, ha lanciato qualche miagolio dal significato imperscrutabile e infine è andata a mettersi in uno dei posti proibiti. Qui, dopo una accurata toilette, si è acciambellata ed addormentata. Tanto sapeva che in casa c'eravamo noi due soltanto, partito per le vacanze il resto della famiglia, e che io certo non l'avrei sgridata soltanto perché aveva scelto di accomodarsi proprio sulla tovaglia di crochet bianco del soggiorno. Che poi, ha anche pulito le zampe prima: avercene di gatte così.
Gita sul fiume. Pedalando sotto il sole siamo arrivati al Po. Fiume solenne, maestoso. Niente a che vedere con ciò del fiume che ero abituata a pensare: non l'agilità e l'impetuosità del torrente, non il fresco scorrere del corso d'acqua a mezza strada tra sorgente e foce. Il fiume era nel suo incedere più solenne e maestoso. Un procedere sacro come un corteo religioso, come una processione del Corpus Domini, come un rosario solenne. Grandioso come un poema epico, come un coro russo, dal ritmo lento, ma dalla vocalità possente. Nel silenzio, tra i pioppeti, evoca l'eco di secoli. Un gigante buono.
Quest'anno scolastico con una classe sola per tutto l'anno...
E' tempo di chiusura, è tempo di bilanci.
Mi impensierisce l'idea che non so dove sarò l'anno prossimo a insegnare, se qui o altrove.
Mi impensierisce l'idea che la classe dovrà cambiare tre o quattro insegnanti.
Mi impensierisce l'idea che l'anno prossimo potrei tornare a dover fare supplenze brevi.
(Mi impensieriscono anche le eventuali altre e future riforme delle ministre, e a quelle non c'è ahimè rimedio...)
Ma intanto è ancora giugno, e c'è tutta l'estate prima della nuova partenza. E ho ancora qui una pigna di c.v. da spedire, chissà che uno non vada a buon porto!
Mi stupisce ogni volta come tra tutti noi sia mia mamma quella che sa capire il significato dei miagolii della nostra lamentosa gatta. A ciascun piagnucolio, piccolo suono, semplice gesto sa attribuire il giusto significato.
Sarà che si è allenata tanti anni con noi, a capirci quando non parlavamo, e poi ancora quando, adolescenti, non volevamo parlare.
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